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Milonghe a Shanghai? Piccoli gioielli introvabili.

Milonghe a Shanghai? Piccoli gioielli introvabili.

Di Davide D’Angelo.

Davide D'Angelo, appassionato di tango e inviato nelle peggiori milonghe del mondo.
Davide D’Angelo, appassionato di tango e inviato nelle peggiori milonghe del mondo.

Shanghai, 24 milioni di abitanti, una milonga regolare per sera nel week-end e qualche pratica infrasettimanale, almeno stando alle quasi inesistenti informazioni disponibili in rete. Rete si fa per dire, visto che nella città futuristica per antonomasia non funziona nemmeno gmaps e gli indirizzi si cercano con una cartina in cinese.

 

Alla ricerca della milonga. Inizia la caccia al tesoro in cinese.

Venerdí sera. Verso le 8.30 sono finalmente libero dall’asfissiante ospitalità cinese fatta di lunghe cene dove il capo ordina specialità ricercate e poi si mangia per ore prendendo in giro gli occidentali che muoiono dal piccante.
Li convinco a fatica che sono in grado di prendere la metro da solo per andare in questo strano posto dove si balla il tango. L’indirizzo dell’albergo scritto in cinese per il tassista del ritorno ce l’ho e quindi non mi può accadere niente di brutto.

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Una notte in milonga a Buenos Aires – Diario di una ballerina di tango

di Alice Gaini

Buenos Aires – Maldita Milonga. Agosto 2015 – “Non capisco mai fino in fondo questa sensazione di euforia che mi attraversa la pelle quando arrivo a Buenos Aires. La città è bella, inquinata come tutte le grandi città del sudamerica e un po’ caotica. Ma quando torniamo, ogni anno, la sensazione è la stessa.

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La “buena onda” dei vecchi milongueri – Dai nostri inviati a Buenos Aires

La serata è servita. Si parte. Il primo impatto sono i taxi gialli e neri della “ciudad”: sono tantissimi e si trovano ovunque, si sale e si comincia a sfrecciare a tutta velocità per le “avenidas”…

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Non è una milonga, ma si balla, si cena. E si canta. Una notte in un “Bar notable” di Buenos Aires.

di Andy Mocellin Cassina

E’ un posto storico meraviglioso . Ma non è una milonga, è un ristorante-bar dove si canta, si suona e si balla, ma il collante è il canto…

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“Il nostro incontro col maestro”. Alice Gaini e Andrea Bassi raccontano il Mondiale di tango

Mondiali di tango 2014. il racconto di due inviati d’eccezione:  i maestri e ballerini internazionali Andrea Bassi e Alice Gaini.

Inviati ai Mondiali di tango 2014
Alice Gaini e Andrea Bassi. Maestri federali e ballerini internazionali

Si è aperto in uno spazio davvero straordinario, la “Usina del Arte”, il Festival y Mundial de tango a Buenos Aires. Il centro sorge in un angolo sperduto del quartiere la Boca, zona che fu popolata da immigranti genovesi alla fine dell’Ottocento e attuale meta turistica conosciuta per il caratteristico barrio “Caminito”, ma semideserta e poco raccomandabile la notte.  La Usina del Arte, recentemente ristrutturata, sembra la classica cattedrale nel deserto. La struttura fu progettata nel 1914 dall’architetto italiano Giovanni Chiogna per ospitare la compagnia italo-argentina dell’elettricità.

Il complesso, 7.500 metri quadrati, fu pensato in stile fiorentino con grandi mattoni color terracotta, è stato successivamente abbandonato ed è caduto in rovina fino alla fine degli anni Novanta. Nel 2008 sono iniziati i lavori di ritrutturazione voluti e sostenuti dal Gobierno de la Ciudad Autónoma de Buenos Aires. Obiettivo: offrire alla città un grande centro culturale multidisciplinare e riqualificare l’area.

Dopo aver attraversato in taxi il quartiere di Boca,  arriviamo davanti alla meravigliosa facciata illuminata dell’edificio. Il contrasto tra le viuzze buie e piuttosto desolate del quartiere e la bellezza della “Usina del arte” lascia a bocca aperta: fuori, accoglie il visitatore l’ originaria struttura in color mattone, ma all’interno l’edificio è totalmente ristrutturato: le superfici e le enormi scalinate in cemento e acciaio rendono il luogo moderno e impeccabile.

Il concerto è  già iniziato ma  l’ingresso è consentito: tutti i concerti dei mondiali di tango 2014, nonostante la compostezza e la solennità dell’auditorium, sono organizzati in modo che la gente possa entrare o uscire durante la serata e godere di uno o più concerti che si susseguono uno dopo l’altro.

Il Mundial è un evento culturale unico per i cittadini ed i turisti: chiunque partecipare liberamente –  gratis – e godersi le performance dei maggiori esponenti ed artisti del tango argentino; la manifestazione ed i concerti sono infatti tutti gratuiti, come del resto la maggior parte delle manifestazioni all’interno dell’Usina del Arte.

Entriamo nell’Auditorium sulle note del meraviglioso ‘A mis viejos’, memorabile tango suonato proprio dall’orchestra che lo ha composto, quella del grande maestro Osvaldo Berlingieri. Accompagna la platea in un viaggio onirico che termina con una struggente interpretazione di ‘Milonga del angel’ di Piazzolla. E l’omaggio del pubblico, tutto in piedi. Stupisce l’eterogeneità dei 1.200 spettatori. Non solo gli argentini, molti dei quali conoscono a memoria ogni singola nota e seguono con orgoglio l’alternarsi dei grandi direttori e interpreti. Ma anche europei e asiatici, in particolare i giapponesi.

C’è anche Cristian Zarate, alla Usina del Arte, grande pianista e direttore dell’orchestra ‘Tango Argentino’. Lo abbiamo conosciuto a Milano mesi fa, era con i nostri amici e grandi ballerini di tango Fernando Gracia e Sol Cerquides. E’ emozionante rivederlo su quel palco dal design e dall’acustica perfetta, progettata e realizzata da uno dei migliori ingegneri del settore, Rafael Sanchez Quintana, che ha lavorato anche all’acustica dello straordinario Teatro Colon .

Ma il clou della serata arriva con l’omaggio per il centenario della nascita di  Annibal Troilo, uno dei maggiori compositori che ha scritto e segnato la storia del tango. Per l’occasione sul palco sale l’Orquesta del tango de la Ciudad de Buenos Aires con la partecipazione straordinaria del Maestro Jose Colangelo – pianista di Troilo e di molti altri grandissimi artisti del tango come Leopoldo Federico. E’ un onore per tutti ed un’esperienza irripedibile ascoltare il maestro en vivo. suonerà tre brani: ‘A Orlando Goñi’, ‘Danzarin’ e una straordinaria versione di ‘Para lucirse’ il primo brano di Piazzolla reinterpretato dal ‘Pichuco’ Troilo. In sala assoluto silenzio, la tensione quasi si tocca. Al termine di ciascun brano tutto l’auditorium si alza in piedi in segno di profondo rispetto.

La testa è già ai prossimi concerti, come quello del Sexteto Mayor, una delle orchestre contemporanee, protagonista di quell’incredibile decennio a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta in cui il tango si è sviluppato in mezzo mondo, fino ad arrivare sul palco di Broadway con lo spettacolo ‘Tango Argentino’ (di cui faceva parte appunto il Sexteto Mayor). E’ stato il primo gruppo di tango ad aggiudicarsi il Latin Grammy award, grazie a quella magia e sonorità tipicamente orchestrali che rendono a volte il tango profondamente mistico.

Ma la nostra personale serata si conclude in modo ancora più straordinario: all’uscita ci troviamo di fronte proprio il Maestro Colangelo che guardiamo stupiti come fosse un fantasma dei nostri ricordi e delle tante serate milanesi passate ad ascoltarlo suonare in casa in vinile. “Maestro, siamo arrivati oggi da Milano per ascoltarla”,  diciamo, con il timore di sembrare banali. Ma lui ci guarda, sorride e risponde: “Siete ballerini?”. Noi annuiamo e ci invita ad un suo nuovo concerto, questa volta da solista, il prossimo mercoledì. “Se promettete di venire ad ascoltarmi ci possiamo anche fare una foto assieme adesso! Continuate cosi’… Adelante cicos! Adelante con el amor y la búsqueda de tango”. E così ci bacia e ci abbraccia con quel fare sicuro e accogliente che solo le persone di grande spessore hanno ottenuto dalla vita e sanno trasmettere.

Stanotte niente milonga. Stanchezza ed emozioni. Ci addormentiamo con questa immagine nella mente.

Nelle milonghe di Buenos Aires, un rito che inizia da casa – Dai nostri inviati al Mondiale di tango

Andare in milonga a Buenos Aires, anche mentre la città rivive il rito dei campionati del mondo di tango, è un rito che per molti inizia a casa: si prenota la “mesa” (il tavolo) e ci si prepara…

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