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Tango a Bangkok. Tra il grande Budda e Blade Runner

In milonga col tuk-tuk

di Davide D’Angelo

Davide D'Angelo, appassionato di tango e inviato nelle peggiori milonghe del mondo.
Davide D’Angelo, appassionato di tango e inviato nelle peggiori milonghe del mondo.

Il grande Budda reclinato, le Long Tail Boat che solcano le acque melmose del Chao Phraya River, il chiasso dei Tuk-tuk, il cibo di strada di Chinatown, gli sciami di backpackers in Khaosan Rd., fulcro dell’epopea “on the road” per il sud-est asiatico. Bangkok offre tantissimo, ma non risultano milonghe o luoghi con un minimo di storia di tango.

A cercar bene però il tango è ovunque, quindi perché non qui? In quattro giorni trovo due serate ospitate in ristoranti di alberghi di lusso. Serate si fa per dire, visto che l’orario è sempre 20-23.
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Milonghe a Shanghai? Piccoli gioielli introvabili.

Milonghe a Shanghai? Piccoli gioielli introvabili.

Di Davide D’Angelo.

Davide D'Angelo, appassionato di tango e inviato nelle peggiori milonghe del mondo.
Davide D’Angelo, appassionato di tango e inviato nelle peggiori milonghe del mondo.

Shanghai, 24 milioni di abitanti, una milonga regolare per sera nel week-end e qualche pratica infrasettimanale, almeno stando alle quasi inesistenti informazioni disponibili in rete. Rete si fa per dire, visto che nella città futuristica per antonomasia non funziona nemmeno gmaps e gli indirizzi si cercano con una cartina in cinese.

 

Alla ricerca della milonga. Inizia la caccia al tesoro in cinese.

Venerdí sera. Verso le 8.30 sono finalmente libero dall’asfissiante ospitalità cinese fatta di lunghe cene dove il capo ordina specialità ricercate e poi si mangia per ore prendendo in giro gli occidentali che muoiono dal piccante.
Li convinco a fatica che sono in grado di prendere la metro da solo per andare in questo strano posto dove si balla il tango. L’indirizzo dell’albergo scritto in cinese per il tassista del ritorno ce l’ho e quindi non mi può accadere niente di brutto.

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La “buena onda” dei vecchi milongueri – Dai nostri inviati a Buenos Aires

La serata è servita. Si parte. Il primo impatto sono i taxi gialli e neri della “ciudad”: sono tantissimi e si trovano ovunque, si sale e si comincia a sfrecciare a tutta velocità per le “avenidas”…

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Mondiali tango 2014 al via – Dai nostri inviati a Buenos Aires

Tutti gli anni in questo periodo torniamo a Buenos Aires, diventata un po’ per noi una seconda casa . Amiamo questa città per tanti motivi, ma ciò che più ci piace è il tango , che qui si respira in ogni angolo, anche nei luoghi non destinati a questo ballo. Puntualmente ad Agosto torna l’appuntamento, forse il più importante, per questa città : il campionato mondiale di tango, con centinaia di coppie partecipanti da tutto il mondo che si sfidano per il titolo di migliore ballerini di tango da pista o di tango escenario. Un evento che attrae migliaia di turisti e risveglia la città in un momento di crisi economica.

 

 

Il campionato mondiale di tango è un vero e proprio evento per la città. Perché a Buenos Aires si riversano turisti da tutto il mondo. La dimostrazione tangibile di come un ballo, che è simbolo più di una città che di una nazione, abbia influenzato la quasi  totalità del globo: dall’Oriente all ‘Occidente, è quasi magico trovare nelle “milonghe” , giapponesi che ballano con russi, italiani con americani o argentini con inglesi. Un linguaggio universale attraverso il quale tutti si capiscono ovvero parlano il “tanghese” che in questi giorni diventa un “esperanto” dei corpi e dell’abbraccio.

Giorno dopo giorno, Buenos Aires entra nel clima del mundial, che si svolge dal 13 al 26 agosto. La crisi economica attutisce un po’ l’eco dell’avvenimento ma il popolo “porteño” è abituato ai momenti difficili.

Cominciano gli appuntamenti con serate nelle milonghe che propongono le migliori orchestre; due sere fa ci trovavamo al “Salon Canning”, una delle più note milonghe, nel quartiere Palermo, dove ha suonato la “Orquesta rascacielo”, un gruppo composto da  12 elementi , di cui 4 bandoneon ,  piano , contrabbasso , violoncello,  3 violini, viola e cantante. Tutti, davvero, eccellenti.

Al “Salon Leonesa” va in scena stasera la ormai conosciutissima anche in Europa “Orquesta Sans Souci” , molto probabilmente i migliori esecutori contemporanei dello stile Calò-Maderna .

Per chi arriva prima della serata, in milonga, ci sono sempre delle lezioni… E che lezioni! Si possono trovare maestri tra i più bravi del mondo, del calibro di Julio Balmaceida e Corina De La Rosa, Sebastiana Achaval e Roxana Suarez  e molti altri. 

L’attesa del mondiale non si respira solo nelle milonghe: Buenos Aires è una città che non dimentica mai la cultura, con le numerose librerie, sempre piene, i negozi di musica, dove è difficile trovare un giovane che non sappia suonare uno strumento. Molti sono gli appuntamenti in questi giorni dedicati alla storia del tango e soprattutto al grande Anibal Troilo, uno dei padri del tango di cui ricorre il centenario. Ed è il “gobierno de la ciudad” ad offrire musica d’autore, con il concerto gratuito a Puente Alsina del maestro Daniel Baremboim.

Nei negozi di dischi si espongono tutte le novità del momento e le raccolte più disparate dei tanghi dei migliori periodi. In questi giorni ci capita spesso di incontrare in questi negozi visi noti di ballerini e dj.
Altro luogo di appuntamento “premundial” immancabile per le donne sono i negozi di scarpe, una calamita per le signore europee che fanno la corsa per accaparrarsi il modello che non si trova ancora dall’altra parte del mondo. Gli uomini si avventurano nelle “boutiques” di abbigliamento maschile, nelle quali ci si può far fare in tempi brevi vestiti su misura con quei pantaloni un po’ larghi con le pences che danno maggior fascino quando si balla il tango.

Per le strade spuntano dal nulla eccellenti ballerini che si esibiscono, musicisti da far invidia, un via vai di gente che ti passa pubblicità  per mangiare un “asado” in quel ristorante o per comprare giacche di pelle.  Buenos Aires è una città che vive, anche grazie alla magìa del tango, malgrado i problemi che affliggono l’argentina. E il “mundial” è un momento importante non solo per chi vi partecipa ma anche per chi lo vive senza al di là della competizione.

Andy Mocellin-Cassina
Lucia Nocerino