Alice Gaini e Andrea Bassi

Una notte in milonga a Buenos Aires – Diario di una ballerina di tango

di Alice Gaini

Buenos Aires – Maldita Milonga. Agosto 2015 – “Non capisco mai fino in fondo questa sensazione di euforia che mi attraversa la pelle quando arrivo a Buenos Aires. La città è bella, inquinata come tutte le grandi città del sudamerica e un po’ caotica. Ma quando torniamo, ogni anno, la sensazione è la stessa.

Sembra di salire su una giostra. E la giostra comincia in milonga. Dove tutti ti salutano con un bacio, anche quando ci si presenta. E’ un’abitudine contagiosa che ti fa subito sentire ben accolta, come quando al mattino qualcuno ti sorride e ti da il buongiorno.

Ogni notte un’orchestra suona dal vivo, ogni notte un’esibizione di ballerini provenienti da tutto il mondo. Si percepisce nei silenzi e negli sguardi assorti il rispetto per chi balla e si esibisce. Una profonda forma di rispetto che si percepisce solo qui. Perché a Buenos Aires il tango è arte ed è di tutti. E ognuno lo vive con la propria sensibilità e passione.

E’ stata magica già l’attesa, stasera. Autosuggestione? Forse. Sarà l’energia e l’emozione che i nostri amici ballerini trasmettono quando entrano in pista? Sarà l’occhio attento ed esperto di chi, non puoi mai sapere chi, è tra il pubblico della milonga ad amplificare la concentrazione e a motivare se stessi, in due, per dare il meglio di sé? Sarà la voglia di dare il meglio e di entrare, di nuovo, in perfetta sintonia?

 

 

Il fluido

Ma stasera lo sforzo in più di concentrazione e profondità emotiva è stato naturale. Per lasciarsi riempire da un fluido che si crea quando tutti gli elementi giusti si mescolano, nelle giuste dosi, e scopri di non voler contrastare questa sensazione che ti sovrasta.

Oggi ci sono quasi tutti i miei amici. Sabrina una matta proprio matta, ma milonguera generosa e amica genuina; Cristian con il suo sorriso ed il suo fracasso cambia l’energia della tavola; Melina  bella e luminosa come sempre.  E poi stasera in sala ci sono anche amici di vecchia data: c’è Pablo, quanti ricordi a tangueriles con lui quando studiavamo assieme, Davide e c’è anche Junior, un grande del tango con cui ho il piacere di ballare una tanda.

Sorseggia un Fernandito, la mia amica. Quel cocktail tipico, a Buenos Aires, un improbabile ma interessante mix tra Coca Cola e Fernet. “Questa pista non è bella e non è regolare, ma quando balli ti senti bene. Io mi sono sentita una reina bailando aca la semana pasada (mi sono sentita una regina ballando qui la settimana scorsa)”.

Senza paracadute

Ci siamo. La gente seduta ai bordi, ai tavolini, molti in piedi. Parte la musica, lui mi guarda senza sorridere: non lo fa quasi mai quando inizia il brano, e si avvicina lentamente. Non è un brano preparato e questo mi rilassa; adoro ballare senza paracadute, mi lascia la sensazione che posso esprimermi quanto voglio e posso anche fermarlo se la musica lo permette. Lui a volte me lo lascia fare, come se tra noi ci fosse un accordo mai espresso. Lui decide sempre, ma se mi va ogni tanto rallento per prendere il mio tempo, per non fare quasi niente, solo godermi il movimento lento dei fianchi che completano un ocho avanti. So come fare, lui capirà. Adoro questa sensazione, ecco perché in questo momento è chiarissimo quello che sto provando. Balliamo.

Nella nuvola

Ci abbracciamo, la tensione piano piano si scioglie, il nodo allo stomaco si allenta. Sono leggera stasera. E non ho bevuto il bicchierino per sentirmi più morbida. Mi godo il momento. Fluido, lento, sono felice. Suona adesso il nostro brano preferito e io sto entrando nella nuvola”.

 

3 pensieri su “Una notte in milonga a Buenos Aires – Diario di una ballerina di tango”

  1. è sempre un’emozione vedervi ballare, eleganti, belli, innamorati, trasmettete serenità e amore e i vostri movimenti complici, affiatati esaltano il vostro tango .. semplicemente magnifici!

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