Tra il 19 agosto e il 2 settembre 2026, Buenos Aires ha riconfermato la sua centralità nel mondo del tango ospitando la 24ª edizione del Campeonato Mundial de Tango, un evento che mette a confronto appassionati e professionisti con stili spesso diversi ma sempre radicati nella cultura popolare argentina. Con oltre 800 coppie partecipanti provenienti da 47 paesi, distribuite in 150 attività tra concerti, milonghe, corsi e spettacoli organizzati in 50 sedi di 34 quartieri diversi, questa edizione si è distinta per l’afflusso ma soprattutto per il livello tecnico e la varietà delle proposte artistiche.
Un palco di tradizione e innovazione: dalle piste al teatro Gran Rex
Il Mundial offre due dimensioni di competizione che si intrecciano e dialogano tra loro: il Tango Pista, fedele alla forma tradizionale e popolare della danza, e il Tango Escenario, spazio di creatività coreografica dove la libertà di movimento spinge verso una spettacolarità più ampia. La finale della categoria Tango Escenario si è tenuta al celebre teatro Gran Rex, a pochi passi dall’Obelisco, in una serata a tutto esaurito impreziosita dalla presenza del cantante Raúl Lavié e dal Quintetto, oltre alla performance di “Ellas son tango” con l’attrice e ballerina Andrea Ghidone, dedicata alle donne che hanno segnato la storia del tango.
A trionfare nella categoria Tango Escenario è stata una coppia argentina di Colón, Nicolás Schell e Nair Schinca, che ha superato altre 19 coppie in gara. Per loro si è trattato di un momento carico di emozione, frutto di un impegno che va ben oltre la competizione: come ha raccontato Nair Schinca, il tango è centrale nella loro quotidianità; inizialmente semplice hobby, è divenuto col tempo un vero mestiere – sono entrambi anche maestri di danza. La qualità altissima dei partecipanti in questa edizione ha reso la vittoria ancora più significativa e ha sottolineato l’importanza di rappresentare con responsabilità e amore il tango argentino, un patrimonio che richiede cura e dedizione.
Il tango come sguardo globale, un intreccio di stili e generazioni
Nel Tango Pista, che incarna lo stile più radicato nel tango popolare, vincitori sono stati l’argentino Lucas Gauto e la greca Naima Gerasopoulou, una coppia che da dieci anni condivide il palcoscenico e la passione: la loro collaborazione ha raggiunto il culmine con questa vittoria, una realizzazione di un sogno coltivato nel tempo. Questo dato racconta come il tango, pur con il suo legame identitario argentino, si sia trasformato in una scena sociale globale, capace di coinvolgere danzatori di ogni età e provenienza, confrontandosi con modalità espressive diverse ma convergenti nell’amore per questa danza.
A dimostrazione della vitalità che attraversa le generazioni, nella categoria Tango Pista Senior – riservata ai ballerini oltre i 55 anni – la coppia Aldo Romero e Marcela Pilatti da Buenos Aires ha conquistato il titolo, portando sulla pista l’esperienza e la memoria di lunghi anni di tango vissuto. Questa molteplicità generazionale non è solo un dato anagrafico, ma un tratto essenziale del tango contemporaneo, che si rinnova grazie al dialogo tra passato e presente.
Un festival con la cultura nel cuore della città
La ministra della Cultura di Buenos Aires, Gabriela Ricardes, ha sottolineato come il Festival e Mundial di Tango BA 2026 abbia segnato una tappa di crescita non solo in termini numerici ma qualitativi. Più di 2.000 artisti si sono esibiti in una città che si è trasformata per due settimane in un laboratorio vivo e pulsante di identità e cultura, confermando la manifestazione come un appuntamento imprescindibile per il mondo tanghero e non solo.
La dichiarazione dell’UNESCO del 2009 – che riconosce il tango come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità grazie a un consenso tra Argentina e Uruguay – si riflette nella responsabilità sentita da molti partecipanti e organizzatori, ben consapevoli del ruolo storico e sociale che questo ballo continua ad avere. Il Mundial si conferma così come un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni del tango, capace di rappresentare le tensioni tra tradizione formale, innovazione coreografica e radicamento culturale.
Riflessioni: tra competizione e resistenza culturale
Questa edizione del Mundial de Tango testimonia una dinamica sempre più complessa e stratificata. La competizione, che pure è centrale, non esaurisce il valore di questa festa del tango, che si mostra come una scena culturale globale e dialogante, in cui si mescolano esperienze e linguaggi differenti. Le vittorie di coppie di varia età e provenienza mettono in luce un tango che si rigenera pur restando fedele alle sue radici.
Non si tratta solo di esibizione o tecnica, ma anche di responsabilità nei confronti di una tradizione che attraversa il tempo e lo spazio. L’ampiezza del Festival, il coinvolgimento diffuso nella città e l’elevata qualità artistica segnalano un cammino che il tango continua a tracciare con consapevolezza e vitalità: un ballo che resiste proprio perché si reinventa, in un costante dialogo tra il passato e il presente.


